Diary

Il contenitore da cui tutto è iniziato

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    XXVII – Sogni rivelatori


    DAY 27

    Che cosa buffa, quel numero segnato sull’adesivo, e io non mi accorsi di nulla; forse si aspettava che la richiamassi, e forse per quello si comportò in modo così strano quando per caso ci ritrovammo. Comunque penso che in qualche modo ci saremmo incontrati nuovamente.

    Torno nel monolocale, ripenso a tutta questa storia e in qualche modo mi sento un po’ in debito verso l’autore del diario, inconsapevolmente mi ha portato a trovare un nuovo posto e ad uscire da una situazione di stallo.

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    XXVI – Aria


    DAY 26

    Non so se scrivere un’altra mail alla webzine, o se telefonare alla ragazza, e se sì con quale scusa? Ho trovato il tuo numero, o ti chiamo per la casa? Decido di mandare la mail alla webzine, magari nel frattempo mi verrà in mente quale scusa adottare con la ragazza.

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    XXV – Risposte


    DAY 25

    Ho scritto da due giorni e non ho ancora ricevuto risposta, intanto trovo un annuncio per una casa che sembra interessante; guardo le foto, trovo il numero di telefono e anche se esausto dopo lunghe ricerche, decido di chiamare.

    Mi risponde un signore, la linea è disturbata, ma mi dice che la casa, la gestisce sua figlia, e che se non ho fretta ci saremmo risentiti al ritorno della stessa. Gli dico che non c’è problema e riattacco. Mi metto a guardare un altro video e intanto mi arriva una mail dai ragazzi della webzine.

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    XXIV – Fuori dalla scatola


    DAY 24

    È tardi, fuori è buio e i vetri della carrozza sono bagnati, continua a piovere e io sono quasi arrivato. Nelle orecchie senza cuffie, mi canticchio Make it Rain di Foy Vance

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    XXIII – Energia


    DAY 23

    Capisco di essere finito in una sorta di “community” di freelance, tra persone che vantano collaborazioni rinomate e persone che dicono di lavorare in pigiama o in mutande; immaginando l’insegnante e associandola in una delle due categorie e vedendola ora affianco a me, resto in attesa di una qualche rivelazione.

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    XXII – Lingua


    DAY 22

    Fortunatamente nessuno si è fatto male, in una sorta di telefono senza fili, qualcuno dice che c’era una vecchietta che ha pensato bene di attraversare la strada nonostante la precedenza fosse dell’autobus; poco dopo un’altra fermata, ma questa volta senza zaini in faccia, siamo arrivati.

    Scesi dall’autobus, ci dirigiamo verso l’edificio; è una struttura luccicante, un grosso cubo con tre quarti della superficie in metallo, o comunque di un materiale riflettente. Nuovamente accecato, intuisco la sagoma della ragazza che mi sta raggiungendo, e insieme entriamo nel cubo.

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    XXI – Giallo


    DAY 21

    Mi basta la coda dell’occhio per associare la voce a quei capelli rossi; si siede accanto e ancor prima di poter parlare, nella sala inizia la presentazione, così siamo costretti ad un silenzio forzato.

    No SoundMy Drug

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    XX – Sedia


    DAY 20

    Salgo in camera e sistemo le mie cose. Anche se non è molto spaziosa, c’è un balcone; sposto il tendone, apro la portafinestra e uscendo mi guardo intorno. In lontananza vedo la torre, alla sua destra parte del palazzo, sede della manifestazione che dovrebbe iniziare a breve; mi preparo e scendo.

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    XIX – Sorpresa


    DAY 19

    Una settimana dopo, zaino in spalla e sono di nuovo in cammino. Sono un po’ emozionato, così come tutte le volte in cui si parte.

    Metto mano al telefono e faccio partire una playlist, tra le canzoni che preferisco: Sarah WalkLittle Black Book

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    XVIII – Ingenuo


    DAY 18

    Fare silenzio; siete mai stati in una stanza insonorizzata? Ecco, casa mia non lo era, era più piccola, ma soprattutto il silenzio non mi è mai piaciuto e neanche la mia vicina.

    Inutile raccontare del nostro non rapporto, vi basti sapere che nei primi tempi in cui arrivai in quel palazzo, man mano, incontravo e mi presentavo a persone piacevoli e cordiali. Così pensando di rimanere sulla stessa onda, nel momento in cui incontrai la mia vicina, si presentò, io ricambiai, poi chiese conferma dei miei hobby.