Diary

Il contenitore da cui tutto è iniziato

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    XVII – Scelte


    DAY 17

    Torno a casa finalmente, certo non mi sono mancati i vicini, il paesaggio scarno o il cemento, ma avevo bisogno di tornare nel mio “quartier generale” per poter mettere insieme i pezzi, con o senza il diario.

    Lo poggio distrattamente sulla scrivania, controllo le e-mail, qualche annuncio, ma poi torno a sfogliarlo e trovo un altro studio: c’è lo schizzo di una copertina, con appuntati dei titoli, delle stellette, e ancora le parole “originalità” e “sonorità”. Deve essere una sorta di rubrica, infatti nelle pagine a seguire ci sono lunghe liste di album, molti sconosciuti, alcuni di questi barrati, o con altre indicazioni di non apprezzamento, e poi decine di copertine ritagliate e incollate su più pagine, con al di sotto un finto player, con indicata una canzone per autore.

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    XVI – Segno


    DAY 16

    Le valige volanti mi mancavano, fortunatamente ho la testa dura, e dietro ad una sequela di «mi scusi, scusi, scusi» e alla pesante valigia, vedo una piccola signora, una nonnina.

    Non potevo fare altro che aiutarla a poggiare la valigia lontano dalla mia testa, lei sorridendo si siede e mi ringrazia. Io resto con i miei pensieri che vagano, volano e vagano ancora, e tra le pagine del diario il disegno di un bombo; un insetto che mi ha sempre fatto molta simpatia.

    Followtheriver bombo appunti
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    XV – Ipotesi


    DAY 15

    Passano i minuti e qualcuno inizia a farsi qualche domanda (io non ho mai smesso nella mia testa)… torna la corrente e si sente un sospiro generale, e insieme allo stesso, il treno riparte lentamente; uscendo dalla galleria la luce tornò ad accecarmi mentre mi venne in mente una cosa, una sorta di illuminazione.

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    XIV – Tunnel


    DAY 14

    Ora, non aspetto nessuno, il postino suona e non bussa, la cosa migliore è fingersi morto. Infatti poco dopo, non ricevendo risposta, i passi si allontanano lungo il corridoio e io posso tornare a respirare.

    Marie and The SunRespirare

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    XIII – Passi


    DAY 13

    Mi giro e riconosco il ragazzo urtato poco prima, con lui anche un’altra persona; sono uno che cerca di evitare certe situazioni, ma spesso sembro attirarle. Il primo si avvicina minaccioso, sostenendo che lo avessi spinto e il suo amico si affianca a rimarcare la cosa; penso solo che voglio andare a letto, e forse non aspettandosi una mia reazione così pacifica ed evidentemente sincera, finisce che scusandomi ci presentiamo e facciamo anche un tratto di strada insieme.

    Inutile dire che al primo semaforo rosso, penso bene di fare una lunga deviazione. Finalmente arrivo, più per caso che per orientamento, sotto il portone giusto; giro la chiave nella toppa e salgo all’ultimo piano con l’ascensore. Quando entro dall’ingresso, trovo le chiavi tutte esterne alle camere, entro nella mia richiudendo la porta, alzo la tapparella e mi sdraio sul letto.

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    XII – Malinconia


    DAY 12

    In quell’occasione, dopo una lunga giornata passata a parlare e a sdrammatizzare le rispettive vicende lavorative e non, arrivammo a parlare anche della mia compagna e di quel giorno che mi segnò facendomi mettere in discussione molte cose.

    All’interno della sala, proprio come allora, si sta preparando per la serata un gruppo jazz. Resto a fissare il contrabbasso, poi dopo essermi fatto consigliare dalla dolce cameriera i piatti del giorno, apro il diario a caso e l’occhio non può che cadermi su una data.

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    XI – Paura


    DAY 11

    Penso che usare un diario oggi, sia un po’ demodé, ma tutto sommato ha un suo fascino il fatto che l’autore o autrice si appuntasse tutti questi particolari. Credo che si possa trattare di un giornalista, o un semplice appassionato, ma trovando appunti che fanno riferimento a interviste da richiedere, o di conferenze stampa, deve essere per forza qualche “addetto ai lavori”, il cerchio si restringe, ma è ancora troppo ampio per trovarne l’autore.

    Mentre penso a queste cose, il ragazzo mi ha quasi raggiunto, è a pochi metri da me, resto impietrito con la convinzione che mi avrebbe colpito o aggredito, e con un riflesso incondizionato strizzo gli occhi.

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    X – Sospesa


    DAY 10

    Guardo la corrente che muove il pelo dell’acqua e ripenso a quando venni qui a trovare il mio amico che non vedevo ormai da molti anni. Ci sentimmo dopo il mio licenziamento e lo raggiunsi dopo qualche giorno, approfittando di un suo giorno libero.

    Passando a lato del ponte, rimanemmo una mezzora a fissare una ragazza che provava a camminare su una corda tesa tra le due sponde; il cavo sembrava essere troppo flessibile, o forse era il vento che lo faceva oscillare, fatto sta che ad un tratto la ragazza cadde e mi mancò il fiato.

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    IX – Stucchi e trucchi


    DAY 9

    Non so perché, ma alle volte mi succede che conoscendo delle persone nuove, queste mi ricordino altre persone a me più vicine. In questo caso, non una persona, ma entrambi i relatori mi ricordano, sia per modo di fare, fisicamente e anche come dialettica, due miei “ex” colleghi. Può sembrare banale, o di poco conto, ma mi è servito del tempo per riuscire in automatico a definire “ex”, persone legate al mio “ex” lavoro.

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    VIII – Tappeto rosso


    DAY 8

    Tolgo le cuffie e metto il diario in borsa. Entro attraversando il portone presidiato da una persona ben vestita, che ricambia il mio saluto. Oltrepassato il portone, all’interno vi è un grande cortile, con un porticato sotto il quale un lungo tappeto rosso delimita i possibili percorsi da fare; decido di andare verso sinistra, dove una grande scalinata bianca, porta verso un’altra scala interna che sale ai piani superiori.