Diary

VI – Spazi altrui


DAY 6

Sento dei rumori provenire dalla cucina condivisa, mi sono addormentato con le cuffie nelle orecchie, e la tapparella rimasta alzata, oltre al panorama, fa entrare parecchia luce facendomi capire che è ora di alzarsi, e senza troppi convenevoli.

Mi preparo, controllo le tappe di oggi, prendo il necessario e vi aggiungo anche il diario. Esco dalla camera, e nonostante i rumori, non trovo nessuno. Le chiavi esterne alle porte delle camere, indicano non esserci nessuno, ma per il momento non me ne preoccupo. Un rumore di ingranaggi e tiranti, indica che l’ascensore è in uso; guardo l’ora, sono in ritardo e decido di scendere usando le scale.

La fermata dell’autobus non è molto lontana, arrivo e vedo che c’è parecchia gente, la banchina poi è molto stretta e questa ci costringe a stare tutti vicini l’un l’altro. Mentre occupo il mio mezzo metro quadro, controllo il display che indica un’attesa di dieci minuti, preparo il biglietto e lo metto in tasca, apro il diario e mi si apre su una pagina dove leggo: 1° ascolto, Abbracci Nucleari, Rahma e Marco Rigamonti. Accanto una tracklist, con un piccolo smile che indica una traccia specifica da sentire in “loop”.

Pagina Abbracci Nucleari

Guardo nuovamente il display, le persone intorno a me, e dopo una piccola ricerca, schiaccio nuovamente play su: Prenditi Cura Di Me

Effettivamente anche se è il mio 1° ascolto, capisco lo smile, la canzone è molto bella; complice la voce calda di Rahma, o le atmosfere stesse ricreate, ma mi colpisce subito.

Dagli appunti leggo:

“La cosa interessante, al di là della strada che i due intraprenderanno, è la sensazione che ne scaturisce fin da subito; uno stato di quiete e fiducia reciproca, dove nessuno invade gli spazi altrui”.

Arriva l’autobus e a proposito di “spazi altrui”, devo cercare il mio per non rimanere schiacciato vista la ressa. Riesco a salire, e puntando i piedi cerco una posizione sicura, prendo nuovamente il diario e tornando alla pagina “Artists” trovo un nome che mi sembra di ricordare, o di cui devo aver letto qualcosa: Keaton Henson.

Trovo delle immagini, e in una di queste sembra di rivedere un personaggio di Shiele, emaciato, quasi caricaturale e dal viso interrogativo.

Keaton Henson

Una brusca frenata mi riporta alla realtà, a quella in cui per poco non sbaglio fermata; scendo al volo e mi guardo intorno per capire dove devo andare. Vedo passare dei ragazzi con lo zaino, decido di accodarmi cercando di non seguirli, restando nel lato opposto della strada, e poco dopo ecco che arrivo alla sede del primo incontro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.