Soffitto treno
Diary

II – L’adesivo


DAY 2

Giugno 2018

Un’altra porta, invece, si chiuse alle mie spalle senza fare rumore, o se ne fece non me ne accorsi; era quella dell’ufficio. Decisi allora di fare qualcosa di diverso dal solito, dopo tutti quegli anni in cui avevo vissuto la città in modalità “criceto lavoratore”, pensai di fare il turista, o quantomeno di fingermi tale almeno per quel giorno. Presi quindi la metropolitana e arrivato sotto il grande monumento, con occhiali da sole e telefono in modalità “selfie”, immortalai quel primo giorno, non da vero turista, non con spirito narcisistico, ma semplicemente per fissare quel momento.

Giugno 2019

«Mi scusi, è libero?»

La ragazza, paonazza in viso e con un grosso zaino sulle spalle, mi guarda e indica il posto vicino al mio, ma per l’esattezza, indica quello che avevo notato anch’io una frazione di secondo prima: un’agenda. Le rispondo positivamente, ma appaio impacciato nel prendere quel libro o agenda che sia, e fingendo che sia mio, con un po’ di riluttanza mista a curiosità, lo trattengo sulle mie ginocchia. La ragazza, ringraziandomi, si siede senza espirare, nonostante l’affanno e il rossore.

Ecco, voi cosa avreste fatto?

La curiosità era tanta, così aspettai il momento giusto per non risultare innaturale, per paura di non si sa quale giudizio. La guardai attentamente, un po’ imbambolato, un po’ con sospetto e nella testa mille domande.

La prima domanda però non arrivò dal mio sentire, ma dal controllore, che interrompendo le mie riflessioni sui massimi sistemi, mi chiese il biglietto, che prontamente tirai fuori. Anzi, forse troppo prontamente, tanto che feci cadere l’agenda, che si aprì rivelando parte del suo contenuto.

Ne uscirono biglietti, adesivi e qualche altro foglietto. La ragazza si chinò per aiutarmi a raccogliere il tutto, e trattenne un adesivo con una scritta, stupendosi e dicendo che anche lei li conosceva. Intanto il controllore aspetta il suo biglietto e per poco lei non gli dà l’adesivo. Dopo una mezzora il treno si ferma, e la ragazza, raccogliendo le sue cose, si alza e mi saluta con un bel sorriso che ricambio. Resto finalmente solo e posso aprire e curiosare, sfogliando quello che in realtà scopro essere un diario.

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