Soffitto stazione
Diary

III – Persi


DAY 3

Ho trovato un diario, sono lontano da casa e tra qualche ora arriverò anch’io a destinazione.

Rimasto da solo, prendo in mano il diario e inizio a sfogliarlo; la prima cosa che noto, è che è ricco di sezioni, alcune prestampate, altre scritte ad hoc, nonostante questo c’è una sensazione di disordine. La copertina è rigida, nera, con vari strumenti musicali serigrafati, tre segnapagina di tessuto e poi pagine scritte prevalentemente a matita, con qualche disegno a pastello, e poi ancora biglietti e appunti. Ricorda le vecchie “Smemoranda”, che per chi non lo ricordasse, era il diario di scuola più in voga (parecchi anni fa), dove si appiccicava di tutto. Si scrivevano le proprie fedi calcistiche, amorose e quant’altro potesse rendere quel diario una sorta di “hamburger”, tanto che alla fine, lo spazio per scrivere i compiti, non c’era.

Copertina diario

La prima cosa che ho fatto, è stata quella di cercare un nome, magari tra le prime pagine, ed effettivamente c’era una pagina con scritto: “In case of loss, please return to…”, ecco, inutile dire che lo spazio sottostante era rimasto bianco, così come quello relativo ad un’ipotetica “ricompensa” nel caso in cui qualcuno lo avesse ritrovato.

interno diario

Sono quasi arrivato in stazione e penso di cercare l’ufficio “Persi e ritrovati”, anche se realmente non ne ho mai visto uno. Il treno rallenta, le persone rimaste si preparano per scendere, e anch’io con loro.

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