Diary

VIII – Tappeto rosso


DAY 8

Tolgo le cuffie e metto il diario in borsa. Entro attraversando il portone presidiato da una persona ben vestita, che ricambia il mio saluto. Oltrepassato il portone, all’interno vi è un grande cortile, con un porticato sotto il quale un lungo tappeto rosso delimita i possibili percorsi da fare; decido di andare verso sinistra, dove una grande scalinata bianca, porta verso un’altra scala interna che sale ai piani superiori.

Il palazzo è molto bello, signorile, gli arredi, gli affreschi e gli stucchi sono ricchi e mostrano il passare del tempo, nonostante alcuni interventi di restauro; tutto questo è però un po’ in contrasto con il tema della conferenza. Vedo altre persone che arrivano, con zaini e brochure entrano passando attraverso una sala biliardi e poi in una stanza più piccola con molte sedie libere; ne scelgo una anch’io, mi accomodo nelle prime file, e dato che sono in anticipo, preparo il quaderno degli appunti e continuo a sfogliare distrattamente il diario.

Ci sono delle pagine con dei piccoli schizzi, la maggior parte di questi sono fatti con una combinazione di matita e pastello; intorno, parole o frasi, tra queste leggo: “Dardust – aka Dario Faini, neo classic, piano, Islanda”. Poco più sotto un appunto reca: “proporre intervista?”.

Pagina Dario Faini Dardust

Sono vari i titoli, quello che mi colpisce per la sua impronunciabilità è: Naeturflug

Dalle note:

“Un brano in cui il pianoforte in alcuni momenti sembra ovattato, come se ci trovassimo in un sogno. Probabilmente la battaglia non ci ha avuto come protagonisti, eravamo persi in uno sguardo troppo rassicurante per poterci distrarre, o forse in realtà è stata tutta una visione onirica”.

Scopro essere uno di quei personaggi che solitamente stanno nel dietro le quinte delle più conosciute produzioni musicali che passano per radio. Questo lavoro invece, è un suo progetto personale, parte centrale di una trilogia legata a tre città: Reykjavík, Berlino e Londra, e questo capitolo prende il nome di Birth.

nota su Birth Dardust

Qualcuno si sistema sulle comode sedie, devo chiudere il diario, è arrivato il relatore.

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