Diary

X – Sospesa


DAY 10

Guardo la corrente che muove il pelo dell’acqua e ripenso a quando venni qui a trovare il mio amico che non vedevo ormai da molti anni. Ci sentimmo dopo il mio licenziamento e lo raggiunsi dopo qualche giorno, approfittando di un suo giorno libero.

Passando a lato del ponte, rimanemmo una mezzora a fissare una ragazza che provava a camminare su una corda tesa tra le due sponde; il cavo sembrava essere troppo flessibile, o forse era il vento che lo faceva oscillare, fatto sta che ad un tratto la ragazza cadde e mi mancò il fiato.

Quando la fune si stabilizzò, la ragazza rimasta appesa a testa in giù, e ferma in quella posizione per un po’, si rialzò e riprovò ad attraversare nuovamente il fiume.

Un clacson mi riporta ad oggi, il vento volta le pagine del diario e le ferma su un’altra immagine, quella di una ragazza che sembra dormire, distesa su una spiaggia; la band si chiama: Il Diluvio e la canzone su cui feci play fu: Rain (per restare in tema)… di cui viene evidenziato “ritornello e bridge”.

Il Diluvio band pagina

Dalle note:

“Un album ben articolato, dove l’uso misurato di pochi suoni, ma adatti all’esigenza sonora, regalano uniformità a tutto il disco”.

Penso ancora a quella corda sospesa, quel fiume e quella ragazza che prima di tornare sulla fune e ritrovare il suo equilibrio, aspettò che la fune, la “sua strada”, si stabilizzasse, e penso che forse è quello che dovrei fare anch’io.

Nelle orecchie: Julie Byrne con Natural Blue

Proseguo lungo il fiume, quando vedo un ragazzo alto e apparentemente alterato che sbraita venendomi incontro.

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