Diary

XI – Paura


DAY 11

Penso che usare un diario oggi, sia un po’ demodé, ma tutto sommato ha un suo fascino il fatto che l’autore o autrice si appuntasse tutti questi particolari. Credo che si possa trattare di un giornalista, o un semplice appassionato, ma trovando appunti che fanno riferimento a interviste da richiedere, o di conferenze stampa, deve essere per forza qualche “addetto ai lavori”, il cerchio si restringe, ma è ancora troppo ampio per trovarne l’autore.

Mentre penso a queste cose, il ragazzo mi ha quasi raggiunto, è a pochi metri da me, resto impietrito con la convinzione che mi avrebbe colpito o aggredito, e con un riflesso incondizionato strizzo gli occhi.

Gli riapro poco dopo, quando vedo che dietro di lui sta arrivando un’altra persona che doveva conoscerlo bene; lo ferma e gli porge una bottiglietta d’acqua invitandolo a calmarsi e a bere. L’acqua servirebbe a me, prendo fiato, proseguo e mi rimetto le cuffie; tra le tracce consigliate: Federico Albanese con Migrants

Leggo da un sito: “Un lavoro che evoca ed esplora quel momento che si colloca tra giorno e notte, con tutte le sfumature che ne derivano”.

Sono arrivato in centro, vedo i menù turistici di alcuni ristoranti, ma è ancora un po’ presto, decido quindi di continuare a cercare degli indizi, ed ecco che dal diario esce lo stesso adesivo che aveva raccolto la ragazza in treno; è colorato e la scritta è molto elementare, recita: Les Enfants!”, li cerco e trovo Mostri

Dalle note:

“Perché l’amicizia è calore ed è gialla, la natura presente nei testi è verde, l’acqua che scorre attraverso le varie tracce è blu, e il rosso è l’energia, capace di far nascere una margherita attraverso la crepa di un muro”.

Scopro che tra le altre cose, hanno partecipato ad un talent; sono fondamentalmente quattro amici, scout e musicisti con un rapporto verso la natura molto forte.

È ora di cena e torno verso il centro della città, anche se le vie iniziano ad apparirmi tutte uguali e perdo un po’ l’orientamento. Dopo qualche minuto di girovagare, riconosco l’insegna di un locale dove cenai insieme al mio amico quando venni a trovarlo; decido di entrare.

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