Diary

XIV – Tunnel


DAY 14

Ora, non aspetto nessuno, il postino suona e non bussa, la cosa migliore è fingersi morto. Infatti poco dopo, non ricevendo risposta, i passi si allontanano lungo il corridoio e io posso tornare a respirare.

Marie and The SunRespirare

Cerco di prender sonno, e penso che il diario sta diventando un compagno di viaggio, con gli appunti, le canzoni che scopro man mano, e frasi e spunti che hanno su di me lo stesso effetto di un oroscopo per chi non ci crede, ma lo legge, e se quel che c’è scritto può indirizzarlo in qualche modo, non c’è nulla di male nel fidarsi.

Con questo pensiero mi addormento e sogno, ma sono immagini disturbanti, inizio a sudare ad agitarmi e spalanco gli occhi; guardo il telefono e sono le 3.00. Mi alzo, cerco di calmarmi, mi sciacquo il viso, respiro e torno a letto dove mi sveglierò qualche ora più tardi.

Suona la sveglia, mi preparo in fretta stando attento a non lasciare nulla in stanza, prendo la borsa, lo zaino e torno verso la stazione. Il mio periodo da turista è terminato, mi godo l’ultimo scampolo in treno, dove continuo a sfogliare il diario in cerca di qualcosa o qualcuno. Tra le varie cose, ci sono anche delle interviste, o almeno delle domande senza risposta, e appunti di alcune conferenze stampa; tra queste leggo: Afterhours. Li conosco di nome, ma non hanno mai incontrato i miei gusti; si parla di un’antologia, e tra i vari virgolettati, trovo: “No, ho avuto molto di più di quanto volevo raggiungere”, “La via alternativa è costruirsi l’alternativa”.

Afterhours conferenza appunti
Afterhours conferenza stampa

Fermo su questa frase, metto le cuffie e parte Sea Talk di Zola Jesus

Guardo il video e noto come la voce sia l’unico vero e proprio punto di riferimento, in contrasto con immagini traballanti e disturbate.

“You want to go? Do you really know?
I don’t ever stay away for you, oh no”

“Vuoi andare? Lo sai davvero?
Non ti starò mai lontano, oh no”


Lontananza, scelte, alternative, costruirsi un’alternativa? Non sarebbe male, ma quale? Sarebbe bello riuscire a fare luce su tutto, soprattutto adesso che il treno ha pensato bene di fermarsi in galleria, senza corrente ovviamente. Il display illumina il mio stupore, nelle orecchie: Long Gone Day dei Mad Season

C’è silenzio misto a tensione, nessuno respira.

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