Diary

XX – Sedia


DAY 20

Salgo in camera e sistemo le mie cose. Anche se non è molto spaziosa, c’è un balcone; sposto il tendone, apro la portafinestra e uscendo mi guardo intorno. In lontananza vedo la torre, alla sua destra parte del palazzo, sede della manifestazione che dovrebbe iniziare a breve; mi preparo e scendo.

La giornata è calda, e passeggiare tra turisti e non, è un piacere. Nelle orecchie continuano a scorrere altri brani, in particolare questo, dove la voce della ragazza è molto sottile e mi ricorda quella di un’altra persona. Chvrches Get Out

Sulla copertina, un cuore barrato, un cuore che perde vernice o colore, a simboleggiare forse una semplice difesa o un divieto. Nel video la ragazza è molto carina e mi ricorda quella incontrata nella hall dell’albergo e ancor prima sul treno.

Chvrches Get Out player

Salgo nuovamente sull’autobus e dopo qualche minuto, riconosco lo stesso profilo del palazzo visto dal balcone poco prima. Una volta sceso, cerco di capire dove andare e a quale fila dovessi accodarmi. Dopo qualche indecisione, trovo la coda giusta, composta da ragazzi di varia estrazione, età e alloggio; un paio di questi erano lì con lo zaino da montagna stracolmo di cose, e credo che uno di questi fosse lo stesso che mi costringeva a stare schiacciato contro il vetro dell’autobus. La coda si muove, qualcuno si presenta o già si conoscono, qualcuno è già stato qui l’anno prima, qualcun altro racconta le proprie esperienze professionali e non. Mentalmente decido di prepararmi una mini presentazione, fortunatamente non la dovrò usare, si entra.

The ShamelessWe’re Timeless

The Shameless player scordati

Dopo i classici controlli, saliamo delle scale che ci portano all’interno del palazzo, fino a terminare in una sala dove stanno ancora sistemando le brochure sulle sedie; scelgo un posto in seconda fila e sistemandomi la camicia, tiro fuori il diario come per appuntare qualcosa, nelle orecchie un altro artista dalla voce “eccezionale”: Fantastic NegritoA Boy Named Andrew

Fantastic Negrito music diary player

Anche la sua è una storia segnata da una brusca interruzione che determinò poi una nuova rinascita. Intanto la sala si sta riempiendo, arrivano ad occupare anche le ultime sedie, poi torna quella voce, e come un deja-vù, la domanda si ripropone:

«È libero?»

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