Diary

XXI – Giallo


DAY 21

Mi basta la coda dell’occhio per associare la voce a quei capelli rossi; si siede accanto e ancor prima di poter parlare, nella sala inizia la presentazione, così siamo costretti ad un silenzio forzato.

No SoundMy Drug

Nosound player music diary

Alcuni prendono appunti, altri fanno foto, io aspetto che termini la presentazione, per passare ad un’altra presentazione, “la mia” con la ragazza. Non devo aspettare molto, la presentazione serviva solo ad introdurre la manifestazione e a presentare alcuni ospiti che vi avrebbero partecipato, poi ci indicano la sede dove avverrà il work-shop, e che ci saremmo trovati da lì ad un’ora.

Nel frattempo, usciamo insieme e tornando verso il cortile parliamo un po’. Mi sorride, e osservandola noto che è più giovane di me, mi parla dei suoi studi e del suo anno di Erasmus, io invece non le posso raccontare né dell’Erasmus che ai miei tempi non si sapeva neanche chi fosse, né del militare con cui magari avrei potuto pavoneggiarmi di qualche avventura.

Ridiamo un po’ e scherziamo sulla casualità del ritrovarsi lì per caso, dopo aver viaggiato insieme in treno settimane prima. Ci avviamo verso la fermata dell’autobus e riconosco il grande zaino da montagna giallo, insieme ad altri ragazzi con cui ero in coda prima. Nella confusione, tra chi chiede una sigaretta, un posto per bere la sera, o un posto dove dormire, arriva l’autobus e saliamo tutti insieme. La ragazza ha preso a parlare proprio con il ragazzo dello zaino giallo e capisco che hanno in comune la provenienza geografica, così per distrarmi prendo il diario e trovo appunti di un live di una certa Samantha FishGone For Good

Anche in questo caso, gli appunti sono arricchiti da un disegno che ritrae l’artista con i capelli al vento, mentre suona una chitarra, o forse non è vento ma la foga del momento.

disegno Samantha Fish Music Diary

Dalle note:

Una performance di livello per un’artista che riesce a trasmettere molta energia e gioia in quel che fa”.

Tra gli appunti, il nome di un locale. Lo cerco, lo associo all’artista, poi trovo il nome della band di supporto e poi ecco la conferma; luogo e data corrispondono. Devo fare la stessa cosa anche per gli altri live, per capire la zona dell’autore.

Intanto una frenata brusca mi fa perdere l’equilibrio, ed ecco ancora quel maledetto zaino giallo troppo vicino al mio naso.

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