Diary

XXVII – Sogni rivelatori


DAY 27

Che cosa buffa, quel numero segnato sull’adesivo, e io non mi accorsi di nulla; forse si aspettava che la richiamassi, e forse per quello si comportò in modo così strano quando per caso ci ritrovammo. Comunque penso che in qualche modo ci saremmo incontrati nuovamente.

Torno nel monolocale, ripenso a tutta questa storia e in qualche modo mi sento un po’ in debito verso l’autore del diario, inconsapevolmente mi ha portato a trovare un nuovo posto e ad uscire da una situazione di stallo.

Pochi giorni dopo anche l’ultimo scatolone è stato chiuso, resta fuori ben poco, il diario lo metto in borsa, e dopo aver riconsegnato le chiavi del monolocale scatola, chiudo la porta del furgone che parte senza di me.

Ho deciso di andare via così come sono arrivato, ossia in treno. Nonostante il caldo mi sono messo una delle mie giacche preferite, mi metto gli occhiali da sole e mi incammino verso la stazione. Decido di ricontattare i ragazzi della webzine perché vorrei parlargli degli altri progetti trovati nel diario e probabilmente rimasti incompiuti, ma aspetto di arrivare in treno per poter scrivere, anche perché il sole non mi permette di vedere il display del telefono.

Arrivo in stazione, guardo gli orari e il binario, ed eccomi nuovamente su un treno, con le idee più chiare e con una nuova destinazione; in mano il diario che ormai sento appartenermi. Lo sfoglio nuovamente e trovo un’intervista e degli altri appunti; tra questi un’immagine di tetti di una città “che fa paura”, mi ricorda molto la città della prima conferenza… BarrieraLa città mi fa terrore

Barriera veduta Città

Sarà la stanchezza o lo stress ma mi sono addormentato, mi sveglia il solito controllore. Gli do il biglietto che era rimasto in fondo alla borsa, e per fare questo appoggio il diario sul sedile, sotto la borsa. Il treno prosegue e quell’andamento lento e traballante, mi concilia il sonno e mi riaddormento; sogno la “nonnina” incontrata sul treno, c’è una barca, un’isola, credo che fosse siciliana, mi sveglio perché mi è arrivata una notifica di una mail, sono i ragazzi della webzine.

Apro incuriosito la mail e non mi rendo conto che dormendo ho perso il conto delle fermate. Mi alzo di scatto, prendo la borsa e scendo al volo appena in tempo. Mi fermo un attimo per leggere la mail, e i ragazzi della webzine mi dicono che è arrivata una mail del loro collaboratore, o meglio, il campo del testo è vuoto, ma c’è una foto in allegato. Clicco sulla miniatura, aspetto il caricamento e poi riconosco quella foto, è la stessa che mi aveva fatto vedere la “nonnina” in treno.

Penso al diario, tocco la borsa troppo leggera, inizio a correre. In lontananza una ragazza con i capelli rossi corre più veloce di me e riesce a salire sul treno. Io resto a terra, i vagoni mi passano accanto, e con la coda dell’occhio mi sembra di vedere me stesso riflesso al di là del vetro.

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